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La guida per gli elettori

Tutti al voto, avvertenze per gli elettori

Votare è un diritto, ma anche un dovere, è per questo che bisogna rispettare delle semplici regole che, una volta arrivati al seggio, il presidente o uno di componenti del seggio provvederanno fornire insieme alla scheda e la matita. Si tratta di importantissime avvertenze per gli elettori che garantiscono la regolarità del voto ed evitano anche sanzioni e grattacapi.

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Ecco come candidarsi a sindaco

Impegnarsi in prima persona in politica è quasi una vocazione. Una chiamata alle armi che ha come battesimo del fuoco quello di candidarsi a consigliere comunale o, per i più pronti, a primo cittadino. In questo caso è importante sapere come candidarsi a sindaco. Innanzitutto è bene sapere che secondo le norme dell’ordinamento italiano, può candidarsi a primo cittadino ciascun elettore italiano che abbia compiuto il 18esimo anno di età, nel primo giorno fissato per la votazione. Inoltre può candidarsi a sindaco anche chi non risiede nel comune nel quale si candida. Leggi di più

Ecco come diventare scrutatore

Comunali, regionali, politiche, europee e referendum, ogni volta che c’è una votazione è necessario allestire dei seggi elettorali. In questi è possibile partecipare in maniera attiva diventandone uno dei componenti. Chi fosse interessato a farlo nelle prossime righe può capire come diventare scrutatore.

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Come e dove richiedere la tessera elettorale

Per poter esercitare il proprio diritto di voto gli elettori sono tenuti ad esibire, oltre ad un documento di riconoscimento valido, anche la tessera elettorale. Ma come e dove richiedere la tessera elettorale? Questo documento, che deve essere utilizzato per tutte le consultazioni, comprese le elezioni amministrative, viene rilasciato e consegnato direttamente a casa del cittadino che viene iscritto nelle liste elettorali dopo aver compiuto i 18 anni, dopo aver acquisito la cittadinanza italiana o dopo aver trasferito la residenza ad un altro comune. In caso di mancato recapito, la tessera rimane in giacenza nell’ufficio elettorale, dove può essere ritirata negli orari di apertura.

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Come si vota alle politiche

Le elezioni politiche sono un appuntamento fondamentale per tutti gli italiani, anche se negli ultimi anni le polemiche sulla legge elettorale hanno creato un po’ di confusione. Chi vuole capire come si vota alle politiche innanzitutto deve tenere a mente che nel maggio del 2015 il Parlamento ha approvato una nuova legge elettorale. Si tratta dell’Italicum, che si connota come sistema proporzionale a doppio turno (proprio come quello per eleggere i sindaci) a correzione maggioritaria, con premio di maggioranza alla lista che ottiene il 40% dei voti, soglia di sbarramento al 3% e 100 collegi plurinominali con capilista bloccati.

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Come si vota per le comunali

Per partecipare in modo consapevole a al voto è importante sapere come si vota. Il portale dell’Associazione nazionale comuni italiani (Anci) spiega all’interno del suo sito quali sono le modalità per esprimere le proprie preferenze. Ecco, in breve, quali sono le informazioni principali su come si vota.

Innanzitutto si deve fare una distinzione fondamentale tra i comuni fino a 15mila abitanti e quelli superiori a 15mila abitanti. Nei primi si vota con una sola scheda, con la quale si sceglie sia il sindaco che i consiglieri comunali. Sulla scheda ciascun candidato alla carica di primo cittadino è affiancato dalla lista elettorale che lo appoggia, composta dai candidati alla carica di consigliere. Sulla scheda è già stampato il nome del candidato sindaco, con accanto il contrassegno della formazione che lo sostiene. La preferenza per il primo cittadino e quello per il consiglio comunale sono uniti: votare per un candidato sindaco significa quindi dare la preferenza alla lista che lo appoggia. Una volta concluso lo spoglio, viene eletto il candidato che ottiene il maggior numero di voti. In caso di parità si passa al ballottaggio, e si torna quindi alle urne la seconda domenica successiva. Leggi di più

Come si vota alle regionali

Tra le varie scadenze elettorali a cui i cittadini sono chiamati a rispondere, c’è anche quella relativa al rinnovo del presidente, della giunta e del consiglio della propria Regione, che avviene di norma ogni cinque anni, salvo che entro questo lasso di tempo non siano occorsi casi particolari (come le dimissioni del presidente o della maggioranza dei componenti del consiglio) che abbiano determinato il ricorso a elezioni anticipate.

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Come si vota alle Europee

Con le elezioni Europee, che si svolgono ogni cinque anni (l’ultima consultazione in ordine di tempo è stata quella del 2014), si eleggono i membri del Parlamento europeo. In base al risultato della consultazione viene quindi formato il nuovo Consiglio che rappresenta l’Unione europea e che ha il compito di esprimere il candidato per la presidenza della Commissione europea, che dovrà poi ottenere la fiducia della maggioranza del parlamento. In caso positivo, il presidente potrà poi formare la Commissione; in caso negativo il Consiglio sarà chiamato a scegliere un altro candidato.

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Il voto assistito

Un elettore in grado di recarsi al seggio elettorale, ma fisicamente impossibilitato ad esprimere il proprio voto autonomamente, può ricorrere al voto assistito. Nello specifico, chi è affetto da una grave infermità fisica può esercitare il diritto al voto con l’assistenza di un elettore della propria famiglia o di un altro elettore di fiducia liberamente scelto, purché iscritto nelle liste elettorali di qualsiasi Comune italiano.

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Rappresentanti di lista

Scrutatore, segretario, presidente: queste sono le figure principali che compongono il seggio elettorale. Ad esse si affiancano però anche gli “invisibili” di ogni consultazione, i rappresentanti di lista.

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Come votano i militari

Chi ricopre un ruolo in un’Arma, di stanza all’estero o in Italia, può essere interessato a sapere come votano i militari durante una tornata elettorale. Disposizioni prefettizie prevedono che gli ufficiali e gli agenti della Forza pubblica in servizio di ordine pubblico in un determinato seggio, anche se risultano iscritti nelle liste di altre sezioni del Comune, purché muniti della tessera elettorale, possono votare nel seggio in cui sono in servizio in occasione delle amministrative (se sono residenti di quel comune), politiche, Europee e tornate referendarie.

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Come si vota dall’estero

Anche gli italiani che si trovano all’estero hanno il diritto di votare. Quindi, coloro che sono residenti fuori dai confini nazionali o quelli che meditano di trasferirsi, devono sapere come si vota dall’estero e per cosa si può votare. La legge italiana dice che chi è regolarmente iscritto nelle liste elettorali e all’Aire (l’anagrafe degli italiani residenti all’estero), può esercitare il diritto di voto all’estero nel luogo di residenza per le elezioni politiche nazionali, per i referendum abrogativi e costituzionali e per le elezioni del Parlamento europeo. Non possono invece votare per le elezioni amministrative e regionali proprio perché non risultano più residenti nei Comuni di origine.

L’iscrizione all’Aire è gratuita ed obbligatoria per tutti quei cittadini che trasferiscono la propria residenza all’estero per periodi superiori a 12 mesi e per quelli che già vi risiedono, sia perché nati all’estero che per successivo acquisto della cittadinanza italiana a qualsiasi titolo. Non hanno alcun obbligo coloro che risiedono all’estero per un periodo inferiore all’anno.

Per comprendere meglio come si vota dall’estero, è bene sottolineare che con l’introduzione della nuova legge elettorale (Italicum), ora possono votare anche i cittadini temporaneamente all’estero per un periodo di almeno tre mesi per motivi di lavoro, studio (Erasmus) o cure mediche. È possibile farlo chiedendo al proprio Comune di votare all’estero per corrispondenza.

Ma nella pratica, come si vota dall’estero? Generalmente per corrispondenza, negli Stati con i quali il governo italiano ha concluso apposite intese. Se il voto non può avvenire per posta, l’elettore deve rientrare in Italia e lo Stato gli rimborsa il 75% del costo del biglietto.

Gli elettori ricevono a domicilio, da parte dell’Ufficio consolare di riferimento, il plico elettorale contenente le schede e le istruzioni sulle modalità di voto. Una volta votate le schede, l’elettore le rispedisce all’Ufficio consolare utilizzando la busta preaffrancata contenuta nel plico. Concluse le operazioni, le schede pervenute ai Consolati entro le 16 del giovedì antecedente la data delle votazioni in Italia vengono trasmesse in Italia, dove ha luogo lo scrutinio a cura dell’Ufficio Centrale per la Circoscrizione Estero istituito presso la Corte di Appello di Roma.

Quando il voto non è valido

Un attimo di distrazione e la scheda viene annullata. Per non incappare in errore nel momento in cui si traccia una croce sulla scheda elettorale, è bene sapere quando il voto non è valido. In generale, riferisce la normativa, il voto non è ritenuto valido e quindi nullo, quando ci sono elementi che rendono riconoscibile l’identità dell’elettore. Il voto può essere dichiarato nullo solo quando la scheda presenta segni, scritte od espressioni che in modo inoppugnabile e inequivocabile manifestano la volontà dell’elettore di far riconoscere la propria identità.

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Ecco cos’è il seggio speciale

Per le elezioni comunali (e anche per quelle provinciali), la legge prevede che possa venire allestito un seggio speciale. Si tratta di una cabina elettorale  che dà a tutti la possibilità di esprimere il proprio voto, venendo incontro alle esigenze di categorie di persone particolari o deboli non in grado di recarsi personalmente al seggio.

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La Commissione elettorale circondariale

La commissione elettorale circondariale è un organo costituito, con decreto del Presidente della Corte d’Appello, in ogni Comune capoluogo di circondario giudiziario, ed è composta da quattro componenti effettivi e quattro supplenti, di cui, sia per gli effettivi che per i supplenti, uno nominato dal prefetto e tre eletti dal consiglio provinciale con voto limitato. Leggi di più

Elezioni amministrative 2016

Ogni anno si torna a votare per rinnovare alcuni consigli comunali e anche questa primavera si apre con le elezioni amministrative 2016. Nella provincia scaligera sono 24 i comuni che si preparano ad eleggere il loro nuovo sindaco e i loro consiglieri, in una data compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno non ancora comunicata dal ministero dell’Interno. Sono coinvolti, in particolare, quei comuni con scadenza naturale del mandato degli organi eletti nel 2011 e quelli che vanno alle elezioni anticipate in quanto commissariati o per altre ragioni particolari. In tutta la penisola, le prossime amministrative si svolgeranno in oltre 1200 comuni.

Per quanto riguarda la provincia veronese, il comune più popoloso che partecipa a questo importante evento politico è quello di San Giovanni Lupatoto, con i suoi 25mila abitanti, che si trova ora in uno stato di amministrazione straordinaria dopo essere stato commissariato nel settembre 2015 per le dimissioni della maggioranza dei consiglieri comunali.

Le elezioni amministrative 2016 vedono poi coinvolti i comuni appartenenti alle diverse aree della provincia, dall’est al Basso Veronese, fino ad arrivare al lago. Nel dettaglio, sono impegnati nelle elezioni amministrative 2016, all’interno dell’area orientale della città scaligera, i comuni di Colognola ai Colli, Arcole, Belfiore, Tregnago e Badia Calavena. Pronti ad andare alle urne sono anche gli abitanti di Roverè Veronese e di Cerro Veronese.

Quanto al Basso Veronese, saranno al centro della competizione elettorale i comuni di Nogara, Isola della Scala, Isola Rizza, Cologna Veneta, Bevilacqua e Bovolone. Anche Bonavigo, San Pietro di Morubio, Minerbe e Castagnaro saranno coinvolti nel corso della primavera nelle consultazioni per il nuovo primo cittadino. Sulla zona del lago, i comuni di Affi, Pastrengo e Garda si apprestano a partecipare a questo evento politico.

Sono pronti ad eleggere il nuovo sindaco, in occasione delle elezioni amministrative 2016, infine, anche i comuni di Buttapietra, Povegliano Veronese e, nella Valpantena, Grezzana.

Come candidarsi a consigliere

Impegnarsi per il bene comune è una vocazione, ma ha le sue regole. È per questo che chi vuole “scendere in campo” deve sapere come candidarsi a consigliere comunale. Per prima cosa è bene conoscere quali documenti servono ed entro quali termini presentare le candidature da consegnare nella segreteria del Comune. La presentazione va effettuata dalle ore 8 del 30esimo giorno alle ore 12 del 29esimo giorno antecedenti la data della votazione.

La documentazione richiesta si articola essenzialmente in cinque elementi:

  1. la dichiarazione di presentazione della lista di consiglieri comunali con l’indicazione del candidato sindaco, un modulo da ritirare all’interno dell’ufficio elettorale del proprio Comune. All’interno di questo modulo precompilato si inseriscono tutti i dati identificativi;

  2. i certificati elettorali che attestano che i sottoscrittori della lista siano iscritti nelle liste elettorali del Comune, un documento che conferma il seguito di una determinata formazione politica all’interno del territorio di riferimento;

  3. i certificati elettorali che attestino che i candidati siano iscritti nelle liste elettorali di un comune della Repubblica italiana;

  4. la dichiarazione di accettazione di candidatura sia per la carica a sindaco che a consigliere comunale, un modulo che può essere ritirato all’interno del proprio Comune;

  5. il modello di contrassegno che identifica la lista, ossia un logo disegnato su carta da presentare in due formati: il primo circoscritto da un cerchio del diametro di dieci centimetri, per essere poi riprodotto sul manifesto delle liste dei candidati, il secondo circoscritto da un cerchio di tre centimetri, per la riproduzione sulla scheda di votazione.

Questo, a grandi linee, quello che occorre conoscere se si desidera sapere come candidarsi a consigliere comunale. Nel momento in cui ci si appresta a proporre o meno la propria candidatura, è importante anche capire quanti candidati consiglieri servono per formare una lista. Quanti ne occorrono? Non esiste una risposta unica, dipende dal numero di abitanti del comune. Se ha meno di 15mila abitanti, i candidati possono oscillare tra nove e 20, mentre, per i comuni superiori ai 15mila abitanti, a seconda degli scaglioni, si va da un minimo di 13 per gli enti fino a 30mila abitanti a un massimo di 60 candidati per comuni oltre il milione di abitanti.

È importante sapere, sempre all’interno delle modalità su come candidarsi a consigliere, che occorre raccogliere un determinato numero di firme per poter presentare la propria lista: si va da nessuna firma per quei comuni che hanno meno di mille abitanti, a 1.500 firme per i comuni oltre il milione di abitanti.

Affi, riconfermato Bonometti alle Comunali del 2016

È stato Roberto Bonometti della Lista Civica “Futuro Insieme” a conquistare la poltrona di primo cittadino nel Comune di Affi in occasione delle Amministrative del 2016, superando l’altra candidata in corsa per la fascia tricolore, Monica Burato, della Lega Nord.

Per Bonometti si è trattato di un’ulteriore riconferma, dopo la vittoria nelle due precedenti tornate elettorali: nel 2011 era stato infatti l’unico candidato in gara, arrivando così alla guida del Comune con un “bottino” di 984 voti. Nelle Comunali del 2006, invece, ha dovuto gareggiare con quattro concorrenti alla fascia tricolore: oltre a Bonometti c’erano infatti anche Giancarlo Zanetti a rappresentare una lista civica, Pasqualino Lorenzini per “Uniti” e Dario Melotti della “Liga Fronte Veneto”. In quell’occasione Roberto Bonometti, a capo di una lista civica, era riuscito a superare gli sfidanti con il 43,2 per cento delle preferenze.

Alle amministrative del 2016, il sindaco uscente ha invece raggiungendo il 68,07 per cento dei voti, per un totale di 806 preferenze, contro il 31,93 per cento (pari a 378 voti) di Monica Burato, che ha comunque conquistato tre dei dieci seggi a disposizione.

Per quanto riguarda il dato legato alla partecipazione, l’affluenza si è attestata al 65,14 per cento: hanno votato 1.226 cittadini su un totale di 1.882 aventi diritto. Le schede bianche sono state 14, mentre quelle nulle 28.

Tre gli obiettivi principali con cui Bonometti si è presentato alle elezioni del 2016 ad Affi: migliorare la qualità della vita, riqualificare il territorio e gestire come un buon padre di famiglia le risorse, dando priorità alle famiglie in difficoltà. Burato, invece, si era presentata con un programma politico centrato sulla messa in sicurezza e ampliamento della scuola elementare; sul rispetto dell’ambiente e la salvaguardia del territorio; sul potenziamento della Polizia Urbana e il contrasto all’accattonaggio e all’abusivismo.

Da un Anselmi all’altro a Badia Calavena

Da un Anselmi all’altro: così si potrebbe descrivere il risultato delle Amministrative di Badia Calavena del 2016Emanuele Anselmi della lista “Progetto Badia” ha infatti conquistato la fascia di tricolore contro il rivale Fazio Leone di “Un Leone per Badia Calavena”, raccogliendo così il testimone del primo cittadino precedente: Ermanno Anselmi.

Nonostante la sua giovane età (appartiene infatti alla classe 1987), Anselmi ha ottenuto l’85,25 per cento delle preferenze (1.162 voti) contro il suo avversario Leone, che ha raggiunto il 14,75 per cento (201 voti). Su 2.179 elettori, i votanti sono stati 1.476, pari al 67,74 per cento, mentre le schede bianche sono state 30 e quelle nulle 113.

Un cognome che fa da filo conduttore tra le diverse amministrazioni di Badia Calavena. Le Comunali del 2011 avevano infatti visto la riconferma di Ermanno Anselmi, portavoce della lista “Verso il Futuro”, che aveva ottenuto il 67,02 per cento delle preferenze, raccogliendo il favore di 1.126 elettori. Anche allora era stata una sfida a due: il rivale, Alessandro Anselmi, aveva raggiunto il 32,98 per cento delle preferenze, con l’appoggio di due partiti nazionali come Il Partito della Libertà e la Lega Nord. Ermanno Anselmi era già stato eletto sindaco nel 2006, ottenendo il 74,49 per cento delle preferenze.

Uno dei punti di forza del programma di Emanuele Anselmi è stata la volontà di concentrarsi sulle opere da terminare, quali la sala polifunzionale della frazione di San Valentino ed alcuni lavori  allora in corso d’opera. Grande attenzione anche al completamento dell’acquisizione delle aree demaniali per lo sviluppo e l’avvio del progetto sulla nuova area sportiva, ricreativa e socio -culturale e alla riqualificazione dell’area cimiteriale del capoluogo.

Sara Moretto, da vice a sindaco di Buttapietra

Alle Amministrative del 2016 il comune di Buttapietra ha scelto una donna per il ruolo di sindaco. E lo ha fatto con Sara Moretto, esponente della lista “Con la gente per il paese” e già vice del precedente primo cittadino Aldo Muraro, la quale ha raggiunto il 32,38 per cento delle preferenze, in una sfida che ha visto quattro candidati contendersi la fascia tricolore.

Andando ad analizzare più nel dettaglio la tornata elettorale, Sara Moretto ha raggiunto un terzo dei voti (1.117 in numeri assoluti). Al secondo posto si è posizionato Antonio Pegoraro della Lega Nord, con il 26,23 per cento delle preferenze complessive (pari a 905 voti), seguito da Gabriele Filippi, della lista Alternativa Civica, con il 24,93 per cento (860 voti) e Gian Paolo Pighi di Ritorniamo a fare, con il 16,46 per cento e 568 voti.

Tornando indietro di cinque anni, nel 2011 la sfida a Buttapietra per aggiudicarsi la tanto ambita fascia tricolore era finita con una vittoria sul filo di lana di Aldo Muraro (Con la gente per il paese), che aveva conquistato il 33,85 per cento dei voti, contro il 33,65 per cento di Daniele Conti (Oggi e domani Conti) e il 32,50 per cento di Graziano Perbellini (Lega Nord). Muraro ha staccato di sette preferenze Daniele Conti, per cui la corsa per diventare primo cittadino è stata incerta fino all’ultimo voto.

Per quanto riguarda i dati relativi all’affluenza, alle Amministrative del 2016 di Buttapietra si sono recati alle urne il 67,41 per cento degli aventi diritto, pari a 3.539 elettori. Sono state 89 le schede non valide, di cui 25 bianche. La partecipazione alla tornata elettorale precedente è stata del 72,81 per cento, pari a 3.743 votanti. Sono state 109 le schede non valide, di cui 33 bianche.

Nel 2016 Simone Santellani conquista la fascia di sindaco di Tregnago

Dopo la vittoria di Renato Ridolfi della lista civica Gialloblu, appoggiata da Pdl e Lega Nord, in occasione delle Comunali del 2011, le Amministrative del 2016 hanno visto a Tregnago il candidato Simone Santellani di “Tregnago Partecipa” sopravvanzare il suo diretto avversario con il 56,4 per cento delle preferenze.

L’ex assessore Simone Santellani ha conquistato così la fascia di sindaco. Classe 1973, ha ideato la lista civica “Tregnago Partecipa” nel 2011 ottenendo il 32 per cento di preferenze contro Renato Ridolfi (diventato poi primo cittadino con il 49 per cento dei voti) e Mario Zampedri (18 per cento) di “Valori e Speranza per Tregnago”. La sua carriera politica era iniziata nel 2001 come capogruppo di maggioranza, proseguendo poi con le cariche di assessore e consigliere di minoranza.

Più nel dettaglio, alle Comunali del 2016 di Tregnago Simone Santellani, sostenuto da Lega Nord e da altre liste civiche, ha ottenuto il 56,4 per cento, raccogliendo complessivamente 1.674 voti. Il suo avversario, in questa tornata elettorale, è stato Christian Colombari, della lista civica Gialloblu, il quale ha totalizzato il 43,60 per cento delle preferenze, ovvero 1.294 voti in numeri assoluti.

Per quanto riguarda l’affluenza, i cittadini che si sono recati alle urne per esprimere le loro preferenze sono stati il 77,10 per cento degli aventi diritto, cioè precisamente 3.053 persone.

I voti validi sono stati 2.968; le schede nulle 70; quelle bianche 15. La partecipazione è risultata inferiore alle precedenti Comunali, quando l’affluenza si era attestata all’82,30 per cento, e in linea con le Amministrative del 2006 (79,37 per cento).

Simone Santellani, con un programma centrato soprattutto sulla volontà di realizzare opere pubbliche sportive, sulla crescita delle proposte culturali e sui servizi, ha così conquistato la poltrona di sindaco, raggiungendo così la fascia tricolore che, nella tornata elettorale precedente, era invece andata a Renato Ridolfi.