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Silenzio elettorale: cosa dice la legge

Il silenzio elettorale è il divieto di svolgere qualsiasi tipo di forma di propaganda elettorale a favore dei candidati e delle liste nel giorno antecedente e nel giorno stesso della votazione. Il periodo di silenzio elettorale a ridosso delle elezioni nasce dal desiderio di permettere al cittadino di riflettere in modo sereno sul voto che sta per esprimere, ragionando su quanto appreso nelle precedenti settimane di campagna elettorale. Un gesto di rispetto, insomma, nei confronti dell’elettore e della sua facoltà di decidere liberamente a chi affidare la propria preferenza.

Il periodo di silenzio elettorale impone, nello specifico, che nei giorni destinati alla votazione sia vietata ogni forma di propaganda elettorale entro il raggio di 200 metri dall’ingresso delle sezioni elettorali. Sono vietati i comizi, le riunioni di propaganda elettorale diretta o indiretta sia in luoghi pubblici che in quelli aperti al pubblico. Si aggiunge poi il divieto di affiggere nuovi stampati, giornali, drappi, striscioni e altri manifesti di propaganda. Contravvenire alle norme previste dalla legge significa può costare caro: non rispettare le regole significa infatti andare incontro alla reclusione fino ad un anno e ad una pena pecuniaria piuttosto consistente.

Come tutto l’insieme delle attività di propaganda svolta a favore dei candidati, anche la questione del silenzio elettorale è disciplinata dalla legge numero 212 del 4 aprile 1956, poi integrata in interventi successivi. All’interno dell’articolo 9 si affronta nello specifico il tema del divieto di fare ogni tipo di propaganda politica.

Un’altra norma sul silenzio elettorale riguarda le emittenti radiotelevisive. Il decreto legge del 6 dicembre 1984, numero 807 (Disposizioni urgenti in materia di trasmissioni radiotelevisive), all’articolo 9-bis sul divieto di propaganda elettorale recita così: “Nel giorno precedente e in quelli stabiliti per le elezioni è fatto divieto anche alle emittenti radiotelevisive private di diffondere propaganda elettorale”.

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