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Guai a dimenticarsi delle pubbliche affissioni

Sono davvero tanti gli aspetti da curare durante una campagna elettorale, molti dei quali rischiano di passare in secondo piano. Uno di questi sono le pubbliche affissioni, ovvero le affissioni in pubblico di propaganda politica, i manifesti, gli avvisi, le fotografie, che possono influire sulla scelta degli elettori in occasioni delle consultazioni.

Si affronta il tema delle pubbliche affissioni all’interno della legge numero 212 del 4 aprile 1956 e della legge numero 130 con modifica del 24 aprile 1975. In questi testi si afferma che le giunte comunali, dal 33esimo al 31esimo giorno antecedente quello della votazione, devono stabilire e delimitare – in ogni centro abitato con popolazione superiore a 150 abitanti – gli spazi da destinare alle pubbliche affissioni di propaganda elettorale che saranno effettuate sia dai partiti che parteciperanno alle elezioni con proprie liste, sia da coloro che, non partecipando direttamente alla competizione, avranno fatto pervenire, entro il 34esimo giorno antecedente quello della votazione, apposita istanza intesa a fiancheggiare una di queste liste.

Queste richieste, preannunciate per via telegrafica o telematica ai comuni, sono considerate pervenute in tempo utile nel momento in cui, prima che la giunta comunale si sia pronunciata al riguardo, siano state confermate (anche via fax) con la sottoscrizione autografa o quando la versione originale sia presentata ai comuni con sottoscrizione autografa.

Le giunte municipali devono quindi provvedere all’assegnazione di sezioni degli spazi alle liste partecipanti alle consultazioni, entro due giorni dalla ricezione delle comunicazioni sull’ammissione delle candidature. A questo punto gli organi preposti all’esame delle candidature (Commissione e Sottocommissioni Elettorali Circondariali) devono comunicare immediatamente le proprie decisioni alle Prefetture–UU.TT.G. competenti e, contestualmente, ai sindaci dei comuni interessati in modo da consentire la tempestiva assegnazione degli spazi e dar modo agli interessati di eseguire le affissioni quanto prima.

È bene ricordare che tutte le pubblicazioni di propaganda, a mezzo di pubbliche affissioni, scritti, stampa o foto stampa, radio, televisione, incisione magnetica ed ogni altro mezzo di divulgazione, devono indicare il nome del committente responsabile (art. 29, 3°c, L. 81/1993 e art.1, 6° c., L.108/68).

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