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Gettone di presenza, ecco cos’è

Gli amministratori pubblici, per la loro attività, non ricevono uno stipendio, ma indennità e gettoni di presenza. Questi ultimi, in particolare, vengono corrisposti a membri a deputati, senatori, consiglieri pubblici, ecc, per la loro partecipazione a una seduta. Nello specifico, in base all’articolo 82 del Tuel (Testo unico degli enti locali) e rivisto più volte in base alle leggi 122 del 2010 e 10 del 2011, i consiglieri comunali hanno diritto a percepire un gettone di presenza per la partecipazione a consigli e commissioni. L’importo, come nel caso dell’indennità di funzione per sindaci e assessori, è calcolato su base demografica ed economica.

In nessun caso però l’ammontare percepito nell’ambito di un mese da un consigliere può superare l’importo pari ad un quarto dell’indennità massima prevista per il rispettivo sindaco o presidente. Nessuna indennità è dovuta ai consiglieri circoscrizionali (cioè di quartiere) ad eccezione di quelli delle città metropolitane per i quali l’ammontare del gettone di presenza non può superare l’importo pari ad un quarto dell’indennità prevista per il rispettivo presidente.

Ma veniamo agli importi del gettone di presenza: per i Comuni fino a 1000 abitanti il gettone è di 17,04 euro lordi a seduta; 18,08 euro fino a 10mila abitanti; 22,21 euro fino a 30mila; 36,15 euro fino a 300mila abitanti; 59,39 euro per quelli fino a 500.000 e infine 103,29 euro per gli enti oltre il mezzo milione di abitanti. L’importo può essere rideterminato, al ribasso, con delibera consiliare.

La legge Delrio 56 del 2014 ha inoltre provveduto a modificare il numero dei consiglieri per i Comuni con popolazione inferiore ai 10.000 abitanti, prevedendo che le fasce demografiche siano 2: per i Comuni con popolazione fino a 3.000 abitanti, il consiglio comunale sarà composto, oltre che dal sindaco, da dieci consiglieri e per i Comuni con popolazione superiore a 3.000 e fino a 10.000 abitanti, il consiglio comunale sarà composto, oltre che dal sindaco, da 12 consiglieri.

In caso di mancato rispetto del patto di stabilità interno, l’Ente locale inadempiente, nell’anno successivo all’inadempienza, sarà tenuto a rideterminare il gettone di presenza con una riduzione del 30% dell’ammontare risultante alla data del 30 giugno 2010. La corresponsione del gettone di presenza è comunque subordinata alla effettiva partecipazione del consigliere a consigli e commissioni.

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