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Esclusione di una lista dal procedimento elettorale

La legge italiana dà la possibilità a un candidato sindaco di impugnare la decisione di esclusione di una lista dal procedimento elettorale. I motivi che possono portare all’esclusione di una lista possono essere molteplici, nella maggior parte dei casi procedurali (irregolarità nella raccolta di firme, mancata presentazione di parte della documentazione necessaria o mancata sostituzione di un contestato contrassegno di lista) o sostanziali (mancato rispetto della proporzione di genere, ma solo per i Comuni oltre i 15mila abitanti). Per quanto concerne la possibilità di ricorrere contro gli atti delle commissioni elettorali circondariali che riguardano le candidature, vanno seguite le direttive indicate dal decreto legislativo 2 luglio 2010 n. 104.

A questo proposito gli atti di esclusione di una lista o candidati possono essere impugnati da parte di tutti coloro che abbiano subìto un’immediata lesione del diritto a partecipare al procedimento elettorale preparatorio, davanti al Tribunale amministrativo regionale competente (Tar), nel termine di tre giorni dalla pubblicazione, anche attraverso affissione, oppure dalla comunicazione, se prevista, degli atti impugnati.

Il ricorso contro l’esclusione dalla competizione elettorale deve essere, a pena di decadenza, notificato, direttamente dal ricorrente o dal suo difensore, esclusivamente mediante consegna diretta, posta elettronica certificata o fax, all’ufficio che ha emanato l’atto impugnato (cioè alla commissione o sottocommissione elettorale circondariale per quanto riguarda le elezioni comunali), alla Prefettura e, dove possibile, agli eventuali controinteressati. In ogni caso, l’ufficio che ha emanato l’atto impugnato rende pubblico il ricorso attraverso affissione di una sua copia integrale in appositi spazi sempre accessibili al pubblico e questa pubblicazione ha valore di notifica per pubblici proclami per tutti i contro interessati. In più il ricorso contro l’esclusione di una lista va depositato nella segreteria del tribunale amministrativo regionale (Tar), che provvede a pubblicarlo sul sito internet della giustizia amministrativa e ad affiggerlo in appositi spazi accessibili al pubblico.

L’udienza di discussione si celebra senza possibilità di rinvio anche in presenza di ricorso incidentale, nel termine di tre giorni dal deposito del ricorso, senza avvisi. Il giudizio è deciso all’esito dell’udienza con sentenza in forma semplificata, da pubblicarsi nello stesso giorno. Stessa prassi per il ricorso in Appello: notifica all’ufficio che ha emanato l’atto impugnato, e deposito al Tar e in più, in questo caso, al Consiglio di Stato. La sentenza del Consiglio di Stato sull’esclusione di una lista interviene entro tre giorni.

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