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Come si vota alle politiche

Le elezioni politiche sono un appuntamento fondamentale per tutti gli italiani, anche se negli ultimi anni le polemiche sulla legge elettorale hanno creato un po’ di confusione. Chi vuole capire come si vota alle politiche innanzitutto deve tenere a mente che nel maggio del 2015 il Parlamento ha approvato una nuova legge elettorale. Si tratta dell’Italicum, che si connota come sistema proporzionale a doppio turno (proprio come quello per eleggere i sindaci) a correzione maggioritaria, con premio di maggioranza alla lista che ottiene il 40% dei voti, soglia di sbarramento al 3% e 100 collegi plurinominali con capilista bloccati.

La nuova legge elettorale entra in vigore solo a partire dal 1° luglio 2016 perché entro quella data il Senato, in base alla riforma costituzionale, non è più elettivo. Quindi da quella data in poi si vota solo per eleggere i rappresentanti della Camera dei Deputati (630 parlamentari).

Se una lista supera il 40% delle preferenze le vengono attribuiti appunto 340 seggi su 630. Se nessun partito raggiunge tale percentuale, si svolge un secondo turno (ballottaggio) tra i due partiti più votati per l’assegnazione del premio. I partiti perdenti si ripartiscono i 290 seggi rimanenti proporzionalmente sulla base della percentuale di voti.

Chi si chiede come si vota alle politiche, deve sapere anche che il territorio nazionale è suddiviso in 100 collegi. In ognuno di questo ciascun partito presenta una lista di 6-7 nomi: il capolista è bloccato (cioè è eletto automaticamente se “scatta” il seggio) mentre per gli altri candidati valgono le preferenze. L’elettore potrà esprimere due preferenze, purché la seconda sia di genere diverso dalla prima, pena la nullità della seconda. La scheda mostra a fianco del simbolo di ciascun partito il nome del capolista bloccato, e due spazi dove scrivere le due eventuali preferenze. Per i candidati è invece bene sapere che è possibile presentarsi in più collegi, fino ad un massimo di 10.

Questo al momento la situazione sul come si vota alle politiche previste per il 2018, ma se il governo dovesse cadere e il presidente della Repubblica dovesse sciogliesse le camere adesso, senza aspettare il luglio 2016, si voterebbe con la legge elettorale definita “Consultellum”, ovvero il “Porcellum” corretto dopo la sentenza della Consulta. In pratica si tratta di un proporzionale puro con un voto di preferenza.

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