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Ecco come candidarsi a sindaco

Impegnarsi in prima persona in politica è quasi una vocazione. Una chiamata alle armi che ha come battesimo del fuoco quello di candidarsi a consigliere comunale o, per i più pronti, a primo cittadino. In questo caso è importante sapere come candidarsi a sindaco. Innanzitutto è bene sapere che secondo le norme dell’ordinamento italiano, può candidarsi a primo cittadino ciascun elettore italiano che abbia compiuto il 18esimo anno di età, nel primo giorno fissato per la votazione. Inoltre può candidarsi a sindaco anche chi non risiede nel comune nel quale si candida.

Nei comuni con popolazione superiore a 15mila abitanti, ciascun candidato alla carica di sindaco deve dichiarare, oltre all’accettazione della candidatura e all’insussistenza della condizione di incandidabilità, così come previsto, anche il collegamento con la lista o le liste presentate per l’elezione del consiglio comunale.

Come candidarsi a sindaco, allora? Prima di tutto è necessario dichiarare di non aver accettato la candidatura in altro comune. Gli uffici competenti avvertono inoltre che chiunque, nella dichiarazione autenticata di accettazione della candidatura, esponga fatti non conformi al vero, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.

Il candidato alla carica di sindaco nei comuni con popolazione sino a 15mila abitanti dovrà essere affiancato da un contrassegno, mentre nei comuni con più di 15mila abitanti dovrà essere affiancato dal contrassegno o dai contrassegni delle liste collegate.

È sufficiente sapere questo per avere tutte le informazioni su come candidarsi a sindaco? No, esistono anche precise tempistiche da rispettare. La presentazione deve essere fatta alla segreteria del comune nel quale ci si propone e va effettuata dalle ore 8 del 30esimo giorno alle ore 12 del 29esimo giorno antecedenti la data della votazione.

Un’ultima cosa da sapere su come candidarsi a sindaco è quella relativa alla incandidabilità: non possono candidarsi come primo cittadino (e nemmeno come consiglieri) i condannati in via definitiva per i reati di associazione mafiosa, reati legati al traffico illecito di stupefacenti e armi, peculato, concussione, corruzione, abuso d’ufficio, e pene non inferiori ai due anni per delitti non colposi.

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