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Ridolfi: “Bene le opere pubbliche a Tregnago”

Chiuso il ciclo di Marco Pezzotti alla guida dell’amministrazione di Tregnago, alle comunali del 2011 la fascia tricolore è stata conquistata da Renato Ridolfi, nato nel 1961 a Cavalgese della Riviera, in provincia di Brescia. Il candidato della lista civica Gialloblù, appoggiata da Pdl e Lega Nord, ha raccolto 1.538 voti, sfiorando il 49 per cento delle preferenze. Già prima della sua elezione a sindaco Ridoldi aveva accumulato una grande esperienza come amministratore, prima come consigliere (1996-2001) e poi come assessore comunale (2001-2011).

Perché ha deciso di candidarsi alla precedente tornata elettorale?
Avevo deciso di candidarmi perché amo Tregnago e la sua gente. Inoltre il gruppo politico aveva manifestato nei miei confronti stima, fiducia e apprezzamento tali che non potevo esimermi dall’accettare la candidatura.

Le tre cose positive del mandato che sta volgendo al termine?
Prima di tutto le opere pubbliche: dal completamento del Polo Scolastico grazie al quale gli studenti di Tregnago studiano in ambienti accoglienti ma soprattutto sicuri, alla sistemazione dell’ultimo piano del Palazzetto dello Sport, dalla realizzazione della nuova Sala Civica al recupero della casa del Custode presso il Castello di Tregnago. Ma va ricordato anche il rapporto con i cittadini, verso i quali ho sempre mantenuto costante il livello di attenzione e di disponibilità. Infine, va menzionata l’organizzazione del Comune, che è andata migliorando di anno in anno grazie anche al contatto costante con i dipendenti comunali.

Le tre cose negative del mandato?
Sicuramente non aver potuto dare risposte concrete ai concittadini colpiti dalla crisi economica in cerca di occupazione, ma non va dimenticato anche il rispetto del Patto di stabilità a partire dal 2013. Sul Consorzio Centro Zerbato che gestisce la casa di riposo, non aver convinto la Pia Opera Santa Teresa di Cogollo che la trasformazione in fondazione era ed è la soluzione che garantisce maggiormente l’integrità patrimoniale dell’Ente e il futuro dei suoi dipendenti.

I progetti per il futuro?
Ci sto pensando.

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